Preferiti di Gennaio
Prima di iniziare con un elenco infinito di cose random che ti consiglio e che hanno reso quanto meno più scorrevole questo lustro che volgarmente chiamiamo gennaio, vorrei ringraziarti per l’affetto ricevuto dopo l’ultimo articolo. Mi stai facendo cambiare il modo in cui mi guardo allo specchio. Grazie, davvero.
Come anticipato qualche pezzo fa, ogni fine mese vorrei parlarti delle cose che ho amato di più con categorie variabili a seconda del mood. E a proposito di mood, Gennaio è un mese mediamente di merda per quanto riguarda il sottoscritto, un periodo difficile per i Christmas lovers, questo. La routine riprende e noi stiamo lì rallentati e intorpiditi, ma soprattutto ancora indecisi se effettivamente vogliamo partecipare a questo gioco che è la vita adulta. Ma non siamo soli, no signori. Ci salvano la musica, i film, i libri, quelle cose che ci parlano di altro e contemporaneamente ci parlano di noi.
E ora si comincia.
MUSICA
• t.A.T.u
Lo so a cosa stai pensando. E hai pure ragione: sono tornato alle t.A.T.u. grazie a Heated Rivalry e alla scena in discoteca. Sì, è vero ma non del tutto. La verità è che torno ciclicamente ogni due anni circa a All the things she said e in generale alla musica del duo russo, e ancora oggi non ne capisco a pieno il perché. Probabilmente è perché questa canzone è la prima che ho sentito veramente mia senza essere filtrata dalla scelta dei miei genitori. Aspetta, aspetta, voglio spiegarmi meglio.
Avevo 8 anni, Top of the pops era una delle mie cose preferite al mondo e grazie a Rai Due scoprivo queste due ragazzette che si slinguazzavano sul palco. E, giuro, non me ne poteva fregare di meno di quel bacio. Ero rapito piuttosto dai synth della parte strumentale, la vocalità acute, quel HAVE I CROSSED THE LIIIIIINEEEE. Pop perfection. Ma soprattutto sentivo per la prima volta l’estasi della scoperta, il senso di pienezza che provi quando ascolti qualcosa che ti piace e che ti muove. Avevo coscientemente scelto che quella fosse la mia roba, non la canzone dei Pink Floyd che mia madre metteva in macchina e che finiva per piacermi. Le t.A.T.u. iniziavano per piacermi. E non esagero se ti dico che se sono qui a scriverti è perché dopo 22 anni cerco ancora oggi quell’emozione che provai davanti allo schermo della tv mentre Julia e Lena fingevano di baciarsi.
Fila a recuperare le loro due bombe principali, ma questa volta ascoltale in russo: Ya Soshla S Uma e Nas Ne Dogoniat. La seconda, che è la versione in russo di Not gonna get us è una hit!!!!!!!
• Due comeback: Harry Styles e Jessie Ware
Gennaio è stato allietato da due comeback musicali, il primo scontatissimo e il secondo un po’ meno: Harry Styles e Jessie Ware.
Il primo che te lo dico a fare? Sono totalmente in fissa con Aperture, lead single del quarto album di Harry Styles, in uscita a marzo e che si intitolerà Kiss all the time. Disco, occasionally. CHE CHIC. Non sono mai stato fan degli One Direction ma credo che sia impossibile resistere alla musica da solista di Harry, tira fuori una hit generazionale dopo l’altra. E Aperture non è da meno.
L’altro ritorno atteso (da me e pochi altri) è quello di Jessie Ware, cantautrice brittannica che ha sfornato uno degli album più belli del 2020, e ad oggi ancora tra i miei preferiti di sempre: What’s Your Pleasure. Il suo nuovo singolo s’intitola I could get used to this e ci riporta sonorità e immagini passate, ma con stile. Ma comunque me ne sbatto e ti propongo Save a Kiss che è veramente una perla:
• Menzione speciale: Ditonellapiaga
Lo ripeto per la millesima volta: recupera Ditonellapiaga!!!!! La sua canzone di Sanremo ha convinto la sala stampa e sarà palesemente tra le mie preferite di questa edizione. È una cantautrice che merita molto più clamore di quello che ha. Il suo prossimo singolo esce questo venerdì e si chiamerà Sì lo so. E io ti dico SI, LO SO CHE TI PIACERÀÀÀ.
PODCAST
FUORI DI CABELLO
Te lo dico senza troppi giri di parole: DIAMO A VICTORIA CABELLO LO SPAZIO CHE MERITA. La conduttrice italiana è tornata con un nuovo vodcast (che brutta parola) dove intervista gente dello spettacolo. E tu dirai wow Sandro, è quello che fanno tutti i podcast più famosi da anni, ne avevamo effettivamente bisogno? E io ti rispondo che non ne sono sicuro, amica mia, ma so per certo che la Cabello può fare quello che vuole, basta che lo fa a modo suo. E in Fuori di Cabello è esattamente così: un’intervista con domande a risposta multipla scritte da lei (e non solo immagino) poste con la sua solita irriverenza. Questo podcast cita indirettamente quel gioiello che era Victor Victoria - Niente è come sembra, punta di diamante del palinsesto di LA7 tra il 2009 e il 2010. Che meraviglia.
LIBRI
Nostra Solitudine di Daria Bignardi
Sono da sempre un bimbo di Daria Bignardi, di quelli profondamente dispiaciuti per il suo addio ormai dichiarato da tempo nei confronti della televisione. Non posso non consigliare il suo ultimo libro Nostra Solitudine, edito da Mondadori e uscito a fine ottobre del 2025. È stata una delle mie letture flash di gennaio. Flash perché me lo sono sparato in due giorni, ma solo perché avevo degli impegni e dovevo dormire sennò l’avrei aperto e chiuso nell’arco delle stesse ventiquattro ore. Daria ci racconta della sua vita attraverso dei capitoli brevissimi, che sono effettivamente istantanee di vita vissuta che l’hanno portata a riflettere, a volte arrivando a una conclusione e altre volte no. Si parla di solitudine, guerra, famiglia, cani, di tutto. Ho sorriso e pianto tutto il tempo. Il miglior capitolo a mani basse quello al bar con la sua situationship. Ti lascio la citazione più celebre del libro:
Chi è felice nella solitudine o è una bestia selvaggia o un dio, diceva Aristotele. Bestia selvaggia mi ci sento spesso, dio mai.
FILM
A gennaio sono usciti una quantità di film interessanti che veramente non so ancora a chi dare i resti. Ne ho apprezzati parecchi, ma quello che mi ha rubato di più il cuore è senza dubbio Sentimental Value di Joachim Trier. Dopo La persona peggiore del mondo, Trier torna a parlarci dell’umana gente e lo fa con la storia di una famiglia, o meglio di una casa. La protagonista, Nora, interpretata da una stellare Renate Reinsve, è un’attrice teatrale che si trova davanti un’offerta inaspettata da parte di suo padre (Stellan Skarsgård), regista che sta cercando di tornare sulla cresta dell’onda. Questa proposta porterà a galla emozioni profonde e ferite mai rimarginate.
Tre aggettivi che iniziano per P per descriverlo: poetico, profondo e pincero. Così, perché mi fa ridere questo gioco di parole.
Vai al cinema, che sei ancora in tempo.
E con questo termina il primo mese del 2026. Non mi metterò a tirare le fila di gennaio perché sono veramente pieno. Sono così pieno che ho pensato per un momento di consigliarti la termocoperta che mi ha portato Babbo Natale quest’anno. Sì, hai capito bene: una termocoperta. L’ho scartata quasi giudicante, ma che me ne faccio di una coperta che si attacca alla corrente? Io che sono fuoco? (cit.) Poi succede che ti rifugi in quel guscio caldo e morbido mentre ti guardi il tuo film e scopri che la vita ha tutt’altro sapore. E pure tutt’altra temperatura.
Grazie Babbo Natale e a te che leggi, sempre.
Sandro



Mi hai sbloccato un ricordo con tutti noi bambini e ragazzini che guardavamo le Tatu a top of the pops!! 😍